Mortizzuolo

Si estende interessando il territorio di due Comuni (Mirandola e San Felice) a contatto con una zona naturalistica, che si sviluppa in direzione settentrionale, caratterizzata da una straordinaria varietà di avifauna e da una ricca presenza di flora spontanea indigena.

L’ambiente del territorio, fatto di canneti, stagni e campi coltivati, è rappresentato dall’affascinante linea piatta del paesaggio in cui lo sguardo può semplicemente immergersi accompagnato da una serenità silenziosa.

A Mortizzuolo si può visitare anche la chiesa parrocchiale di San Leonardo di Limoges risalente in parte al quindicesimo secolo. Accanto ad essa si trova la sala dell’antica canonica, eretta nel 1774, decorata ad affresco e da poco restaurata.

 

 

Alcune Informazioni di carattere naturalistico dal sito :  

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L'Oasi provinciale di protezione della fauna selvatica delle valli di Mortizzuolo e le zone ad essa contigue, situate nel settore orientale del comune di Mirandola, costituiscono attualmente un vasto comprensorio, tra i più estesi della pianura emiliano-romagnola, caratterizzato da numerose zone umide permanenti e temporanee, piccoli stagni, siepi, filari alberati, boschetti, prati stabili con macchie e fasce di arbusti. Questi ambienti naturali - complessivamente 460 ettari - sono stati creati ex novo a partire dal 1994 da numerose aziende agricole su terreni precedentemente coltivati. Ciò è stato possibile grazie principalmente all'applicazione di alcune misure agroambientali del Regolamento CEE 2078/92, gestite dalla Regione e dalla Provincia, che hanno tra le principali finalità il ripristino e la gestione di habitat per la salvaguardia della biodiversità.

A cinque anni dall'inizio dei primi interventi di ripristino si può affermare che con la realizzazione di zone umide e complessi macchia-radura su seminativi ritirati dalla produzione per venti anni e con.la conservazione e il ripristino di elementi tipici dell'agroecosistema, quali stagni, siepi e boschetti, sono stati recuperati parte dei profili paesaggistici che caratterizzavano questo comprensorio nel recente passato. Ancora più positivo è il bilancio per la flora, la fauna e l'avifauna in particolare: specie scomparse da decenni sono tornate a nidificare, a sostare per lunghi periodi durante le migrazioni e, anzi, come nel caso del Mignattino piombato, hanno trovato nell'area una delle roccaforti a livello nazionale.
Con il supporto tecnico dell'Amministrazione Comunale di Mirandola e della Provincia di Modena tre aziende agricole all'interno dell'Oasi (Cappello, Braga e Fabbri) ed una (Cooperativa agricola e di lavoro Odoardo Focherini) sul territorio contiguo hanno adibito su 705 ettari 6 km di percorsi pedonali e 10 km di piste ciclabili collegati alla viabilità ordinaria, torri di osservazione, punti per la sosta, pannelli informativi ed interpretativi che permettono alla popolazione locale alle scolaresche e ai turisti di fruire l'area nel rispetto delle specie animali e vegetali presenti e di conoscere le peculiarità degli ambienti ripristinati.
Maggiori informazioni sull'area ed indicazioni per le visite possono essere richiesti al Centro di Educazione Ambientale "La Raganella" ospitato presso il Barchessone Vecchio di S. Martino in Spino (tel. 0535 29540, Assessorato Ambiente, Comune di Mirandola).

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